BE LEGEND!

Be Legend!

L'infanzia di 3 personaggi leggendari in forma di docufiction teatrale

Cosa vuoi fare da grande?

BE LEGEND! è un progetto seriale, una docufiction a puntate che ripensa l’identikit infantile di alcuni personaggi storici o dell’immaginario divenuti leggenda: Amleto, Giovanna d’Arco, Adolf Hitler.

Ogni puntata un nome. Ogni città tre bambini diversi che in ventiquattrore provano a incarnare queste personalità eminenti per come potevano essere a 10 anni: i gesti, l’ambiente, i giochi.

Cerchiamo nel cucciolo le tracce del mito adulto o gliele mettiamo addosso, costruendo una sorta di profezia a ritroso.

Informazioni

concept e regia Sotterraneo
in scena Sara Bonaventura, Claudio Cirri e 3 bambini
scrittura Daniele Villa

luci Marco Santambrogio
consulenza costumi Laura Dondoli, Sofia Vannini
grafica Massimiliano Mati

produzione Sotterraneo
coproduzione Associazione Teatrale Pistoiese, Centrale Fies
sostegno al progetto BE Festival (Birmingham), Opera Estate Festival Veneto, Regione Toscana
residenze Centrale Fies, Associazione Teatrale Pistoiese,  Armunia, Warwick Arts Centre

RECENSIONI

«BE LEGEND! Hamlet, incentrato su un Amleto di dieci anni, genialmente posto di fronte al proprio futuro, approda a un’alta sintesi drammaturgica».

Renato Palazzi, Il Sole 24 Ore


«Con 
BE LEGEND!, dove immagina l’infanzia tradita di Amleto e Giovanna d’Arco, Teatro Sotterraneo prosegue nel depotenziamento del teatro e fa intravedere nuove strade».

Anna Bandettini, La Repubblica


«I Sotterraneo […] sono ancora pieni di trovate, mai fini a se stesse, di ganci, di appigli, di quel quid che fa poesia, gag che diventa pensiero, gesto che si fa riflessione. Leggero e profondo che vanno a braccetto e s’intersecano come il vortice del dna. Come la vita. […] Immedesimazione, rappresentazione, identificazione. Chi siamo, chi siamo diventati, chi avremmo potuto essere, è la grande riflessione alla quale, tra le risate, il loro codice di scardinamento, ci costringono i Sotterraneo. Il mio nome comune sarebbe potuto diventare vessillo da bocca in bocca nei secoli? Non si tratta soltanto di essere “famosi”. […] Ecco la trasversalità, la commistione di eterno e attuale, di modernariato d’idee, di rimescolamento, frullato, centrifugato di storia e presente. Bambini che avrebbero potuto essere tutto l’infinito che non sono stati. Crescere è come entrare in un tunnel dove ad ogni passo altre porte si chiudono e si diventa sempre più ciò che stiamo divenendo fino al punto di non ritorno che non è la morte ma l’adultità. Gli eroi son tutti giovani e belli. […] Come a dire che altri Amleto, altre Giovanna, altri Hitler adesso, oggi nel 2013, sono piccoli ma stanno crescendo, oppure siamo ancora in tempo a cambiare, migliorare, far virare il loro destino. Sono in mezzo a noi […]. Non esiste destino, la storia di ogni uomo è la somma, e le scelte, di ogni giorno vissuto».

Tommaso Chimenti, www.rumorscena.com

«Daimon, vocazione, ricerca di identità e catastrofe. Questi i temi affrontati da Teatro Sotterraneo in BE LEGEND! e in BE NORMAL!, due nuove differenti produzioni, autonome e allo stesso tempo legate da una scrittura drammaturgica (e scenica) in fieri, che non solo si modellizza sul dispositivo televisivo (nello specifico il format del serial) ma che assume valore nella continuità e nel riflettersi dei due differenti progetti. Da un lato l’infanzia, il lottare per l’essere al mondo, o, più semplicemente per dare una risposta alle motivazioni di quello stesso essere. Eroi tragici e personaggi storici sono portati in scena attraverso una reinvenzione del loro passato, attraverso un lavoro di immaginazione sulla loro infanzia, concretizzata, in scena, nel corpo di bambini scelti e coinvolti nel luogo in cui si svolge la performance. Dall’altro una coppia di adulti sorpresa in una quotidianità standardizzata, unico appiglio di una vita consumata e senza prospettive. […] Da un lato il ricordare perpetuo, la tensione verso un’aspettativa di vita, la fragilità del mondo infantile, dall’altro le macerie di un universo che supera la postmodernità e che si proietta verso un “the end” brandizzato come fotografie postprodotte in cui trovare rifugio».

www.dreamcatcher2013.iltamburodikattrin.com


«Bisogna ammettere che Teatro Sotterraneo continua ad avere voglia di sperimentare. Sara Bonaventura e Claudio Cirri si muovono tra i testi scritti da Daniele Villa con il consueto tono dimesso, il ritmo alto, il coinvolgimento diretto del pubblico, il sarcasmo pronto nella manica e la vis dissacrante».

Sergio Lo Gatto, www.teatroecritica.net


«Sara Bonaventura e Claudio Cirri accompagnano, accudiscono, angariano con alterne fortune tre bambini che interpretano un’idea di infanzia “celebre”, o meglio un’idea di infanzia sconosciuta di vite – reali, mitiche o immaginate – celeberrime. 
[…] L’infanzia è un’entità complessa, un tempo decisivo e aperto alle influenze più disparate e per questo è soprattutto un tempo dell’uomo protetto e controllato. Scegliendo di inventarsi tre gioventù celebri Teatro Sotterraneo solleva – come detto anche radicalmente – una campana di vetro dall’infanzia contemporanea. 

Le ragioni non sono solo nel lavoro con i bambini – che si sentono raccontare la fine tragica della loro storia – ma soprattutto nella spericolata indagine sugli stimoli e le prassi della crescita, sulla distanza tra sogno e destino, innocenza e colpa. E se il tono generale è apparentemente lieve, sorridente, ironico le implicazioni sono tutt’altro che innocue, andando a mettere il pubblico nella scomoda posizione di domandarsi, moralmente, quali effetti la propria prassi quotidiana – prima ancora che la società in cui siamo immersi – provoca nella formazione della personalità di un futuro adulto».

Giacomo Lamborizio, www.paperstreet.it

«L’anno scorso Teatro Sotterraneo riuscì a lasciare gli spettatori del BE Festival a bocca aperta, ed è per questo che la compagnia ha fatto il suo ritorno dopo un periodo di residenza presso il Warwick Arts Centre. Un ritorno ancora una volta sensazionale, con una collezione di brevi biografie di personaggi famosi. Secondo il format dei live show (sulla scia del genere dei mockumentary) il giovane Amleto viene rappresentato come un bambino cresciuto nella bambagia, in un ambiente opprimente, il quale custodisce gelosamente una collezione di cose morte. […] In scena troviamo solamente una casa giocattolo dove Amleto nasconde la sua collezione di cose morte; la semplicità ed eccellenza di tale scelta scenografica sta nella sua creatività. Le canzoni scelte (‘Creep’ dei Radiohead e ‘Hard Knock Life’ di Jay-Z) sottolineano l’intento di illustrare il tipo di personaggio che Amleto ricopre e ricoprirà, mentre gli scampoli dal futuro si rivelano espressione di un umorismo nero se dati in mano a un bambino di dieci anni. Uno spettacolo di alta qualità».

Kirsty Emmerson, www.ayoungertheatre.com

 

«Un bambino e una bambina vestono i panni di Amleto e Giovanna D’Arco: quello che vediamo è impressionante perché mostra quanto sia disarmonica e dissonante la condizione di bambini rispetto al futuro di vita (tragica) che li attende. È questo confronto che sciocca lo spettatore, questa infanzia che sfugge dalle mani, ma resta nei corpi dei piccoli. Vediamo così un piccolo Amleto di otto anni provare la sua morte o una Giovanna D’Arco non rinnegare nulla di quello che ha fatto (anzi che farà). E allora la domanda “Cosa vuoi fare da grande?” si spreca, restano parole nel vuoto di un destino già segnato. Teatro Sotterraneo porta in scena una preziosa intelligenza di scrittura e di pensiero che sa anche fare ridere, ma soprattutto sa segnare nel profondo chi è presente e osserva i bambini in scena».

Ilenia Carrone, www.doppiozero.com

«Le aspettative erano alte e i “ragazzi” di Teatro Sotterraneo ci hanno ripagato pienamente con un’altra chicca. Tre anni fa, l’apocalittico Dies irae della preziosa compagnia di ricerca fiorentina era arrivato dritto nella pancia come una scheggia. E BE LEGEND! […] ha nuovamente insinuato dubbi, incrinato certezze. Ha fatto riflettere, ridere, commuovere. Un gran bel pezzo di teatro, ma di un teatro al cubo, rovesciato come un calzino, frullato con la vita vera, tra realtà, storia, fantasia e finzione, narrazione, performance e laboratorio, per restituire uno spettacolo originale e spassoso, scritto con dissacrante intelligenza e condotto con acume e sapienza. BE LEGEND! mette nelle mani di tre (bravissimi) bambini non-attori (reclutati ogni volta di città in città) l’infanzia e la storia di altrettante figure storiche colossali: Amleto, Giovanna D’Arco e Hitler. […] Il destino di morte che li accomuna si svela gradualmente in un profluvio di piccole gag, cinica ironia, tagliente sagacia, in cui i bambini lottano caparbiamente per affermare la loro attitudine e i grandi (sineddoche delle istituzioni tutte) stentano a capirli per poi poterli guidare, sostenere o correggere. E alla fine, come testimoni imbelli, non fanno altro che infliggere loro  una sorte già scritta».

Paolo Schiavi, Libertà

VIDEO CONTENT

BE LEGEND! Daimon Project

GALLERY

ph. © Alex Brenner, Ilaria Costanzo, Andrea Pizzalis, Alessandro Sala

CIRCUITAZIONE

2013

Tfaddal/Teatro Franco Parenti (Hamlet) – Milano
Be Festival (Hamlet) – Birmingham
Santarcangelo dei Teatri (Hamlet) – Santarcangelo di Romagna
Drodesera (Hamlet + Jeanne d’Arc) – Dro
OperaEstate Festival (Hamlet + Jeanne d’Arc) – Bassano del Grappa
Short Theatre Festival (Hamlet + Jeanne d’Arc) – Roma
Contemporanea Festival (Hamlet + Jeanne d’Arc + Adolf Hitler) – Prato
Cinema Teatro Italia – Soliera

2014

Teatro Comunale – Medole
Teatro al Parco – Parma
Teatro Yves Montand – Monsummano Terme
Ring Festival – Nancy (France)
Teatro dei Filodrammatici – Piacenza
Piccolo Teatro Bolognini – Pistoia

2015

Teatro Ringhiera – Milano
Teatro Ambra – Albenga
Minimal Teatro – Empoli
Teatro della Tosse – Genova
Festival Teatri di Vetro/Carrozzerie N.O.T. – Roma

2016

Teatro Comunale – Occhiobello

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