L’ANGELO DELLA STORIA

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L'ANGELO DELLA STORIA

una costellazione di aneddoti storici paradossali

Non è che il passato getti la sua luce sul presente o il presente la sua luce sul passato: l’immagine è ciò in cui quel che è stato si unisce fulmineamente con l’adesso in una costellazione
Walter Benjamin

Nel suo ultimo lavoro il filosofo Walter Benjamin descrive un angelo che vola con lo sguardo rivolto al passato, dando le spalle al futuro: le macerie di edifici e ideologie si accumulano davanti ai suoi occhi [strumenti musicali in fondo all’oceano, radar malfunzionanti, balene spiaggiate] e l’angelo vorrebbe fermarsi a ricomporre i detriti [neonati morti, statue in Antartide, conigli fluorescenti], ma una tempesta gonfia le sue ali e lo trascina inesorabilmente in avanti [danze isteriche di massa, paracaduti inceppati, gatti milionari]: questa tempesta è ciò che chiamiamo progresso. Per quanto l’angelo osservi il susseguirsi degli eventi [mani sui tasti di un pianoforte, funghi atomici, cartoline nella giungla] e cerchi di resistere alla tempesta, non può fermarsi e intervenire, non può rincollare i pezzi e rifondare una realtà condivisa, non può fare assolutamente nulla per aiutarci – se non altro perché gli angeli non esistono [cocktail al cianuro, numeri irrazionali, racconti intorno al fuoco]. Quale altro essere senziente potrebbe provare a ricomporre l’infranto, smontare le narrazioni e – volando o meno – finalmente girarsi per proiettare lo sguardo in avanti?

Crediti

creazione Sotterraneo
ideazione e regia Sara Bonaventura, Claudio Cirri, Daniele Villa
in scena Sara Bonaventura, Claudio Cirri, Lorenza Guerrini, Daniele Pennati, Giulio Santolini
scrittura Daniele Villa

luci Marco Santambrogio
costumi Ettore Lombardi
suoni Simone Arganini
montaggio danze Giulio Santolini

responsabile produzione Eleonora Cavallo
assistente produzione Daniele Pennati
responsabile amministrative Federica Giuliano
promozione internazionale Laura Artoni

produzione Sotterraneo
coproduzione Marche Teatro, ATP Teatri di Pistoia Centro di Produzione Teatrale, CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, Teatro Nacional D. Maria II
contributo Centrale Fies, La Corte Ospitale, Armunia
col supporto di Mic, Regione Toscana, Fondazione CR Firenze

residenze artistiche Centrale Fies_art work space, Centro di Residenza Emilia-Romagna/La Corte Ospitale, Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin, Armunia, Elsinor/Teatro Cantiere Florida, ATP Teatri di Pistoia

Sotterraneo fa parte del progetto Fies Factory, è Artista Associato al Piccolo Teatro di Milano ed è residente presso l’ATP Teatri di Pistoia

un grazie speciale a Gabriele Grossi

RECENSIONI

Andate a vedere il nuovo spettacolo di Sotterraneo. Si intitola L’angelo della storia ed è uno spettacolo intelligente, bello, importante.

Oliviero Ponte di Pino, ATeatro webzine di cultura teatrale

Che cosa sono i fatti all’interno della storia? Certamente sono degli atti di coscienza, attraverso i quali gli esseri umani potranno definirne i mutamenti, raggrumare i frammenti sparsi di passato e con essi comporre un presente ideale, qualcosa che sia al contempo fruibile, plausibile. Ma proprio in virtù di questo i fatti, nella storia, corrispondono a delle immense illusioni, mediante le quali ci permettiamo di costruire una narrazione, differente secondo esperienza, latitudine, risorse economiche, conseguenze. […] Sotterraneo ha trasformato negli anni il proprio impegno teatrale, innescando un processo di estrema complessità che si estende all’opera concettuale su più larga scala, giungendo a definire il teatro in sé – ed è sicuramente un processo iniziato fin dalla fondazione della compagnia – come non più il fine, ma il mezzo attraverso cui scavare nelle cavità di questo tempo.

Simone Nebbia, Teatro e Critica

“I Sotterraneo con L’Angelo della Storia danno corpo, movimento e racconto a una stellare sintesi della necessità dell’uomo di costruire una narrazione di sé e del mondo, dai tempi delle caverne a oggi. […] Ciò che fanno i Sotterraneo è sbatterci in faccia la nostra coazione a ripetere narrazioni in cerca di un senso, di una ragione plausibile sulla casualità e sul divenire, in cui il nostro stare al mondo è un definirsi e ridefinirsi continuamente rispetto ai racconti che incontriamo e abitiamo. E tutto ciò accade in scena con grande leggerezza, incredibili intensità e compattezza esecutiva che fa rimanere a bocca aperta, che regala piacere e inquieta, che coinvolge e respinge, che chiede di partecipare ma al tempo stesso sa tenere con intelligenza le distanze, proprio come i grandi racconti in cui è bello muoversi perché ci si sente al tempo stesso un po’ di casa e un po’ estranei. Ma non è forse questa la situazione che è data all’uomo, ospite della Terra e non suo signore e padrone?”

Nicola Arrigoni, Sipario

“Rimane comunque un groppo in gola vedendosi rappresentati sul palco: un essere umano che, per sembrare di essere felice, anche solo un attimo, ha la sola possibilità di illudersi di poter padroneggiare la vita, quando invece basta una briciola perché l’ingranaggio si fermi e lo faccia ripiombare alla triste realtà: essere una piccola informe parte dell’infinito. Noi, esseri senzienti, riusciremo mai a provare a ricomporre quanto abbiamo distrutto nei secoli, smontando le false narrazioni che abbiamo inventato e riuscendo finalmente a voltarci, proiettando quindi il nostro sguardo verso un futuro realizzabile?”

Mario Bianchi, Krapp’s Last Post

GALLERY

ph. © ph. Giulia di Vitantonio_courtesy Inteatro festival

CIRCUITAZIONE

2022

L’Angelo della Storia

Teatro Sperimentale – Ancona
InEquilibrio festival – Rosignano Marittimo (LI)
BMotion festival  – Bassano del Grappa

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