Homo Ridens

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Homo Ridens

Indagine performativa sul meccanismo umano del riso

Homo Ridens is a performance conceived as an experiment on a sample, as a test the audience is put through. The ‘guinea pig’ audience is asked to react to a given stimulus regarding laughter and its driving mechanisms.

During each performance, the research is monitored and updated with results for each town, hence why the town’s name is added to the title. The main purpose is to analyse human’s approach to laughter, measuring its limits and complexity.

When we laugh, we give up the vital function of breathing; when we laugh we grind our teeth in a facial expression similar to animal aggressiveness. Laughter manifests itself as pure entertainment as well as a powerful rebellious tool. Laughter makes men self-conscious and we know that selfconsciousness makes men aware of death.

So then… why are we laughing?

About

*** IN 2012 HOMO RIDENS WINS THE BE FESTIVAL 1ST PRICE AND THE ACT FESTIVAL PRICE AT BE FESTIVAL OF BIRMINGHAM***

collective creation Sotterraneo
on stage Daniele BonaiutiSara BonaventuraClaudio Cirri, Filippo Paolasini / Matteo Ceccarelli
dramturgy Daniele Villa

costume advice Laura Dondoli, Sofia Vannini
poster Rojna Bagheri
graphics Marco Smacchia

production Sotterraneo
coproduction Armunia, Centrale Fies
with the support of Comune di Firenze – Assessorato alla Cultura e alla Contemporaneità, Le Murate, Suc (Spazi Urbani Contemporanei)
in collaboration with Santarcangelo 41

 

REVIEWS

«The group from Tuscany proves they are experiencing a creatively special moment thanks to Homo Ridens, which carries on the surgical study on everyday decay, this time by analysing laughter and its patterns». 

Anna Bandettini, La Repubblica

«It’s a smart but surgical neo-dramaturgy, which strongly criticises the laughter abuses carried out by the powerful ones, and the tragic consequences of our addiction to everyday tragedies. The fake pseudo-scientific tests become a disturbing introspective research: they force us to look inside ourselves for what we are, to investigate some of our internal contradictions».

Renato Palazzi, Il Sole 24 ore

«It is a sort of game or experiment involving the audience in a test on the process of laughter, carried out through a scientific approach they subtly scoff at. They use the devices they have always been using, […] quick dialogues and actions, scarce but suggestive dramaturgy. A simple recipe that is never condescending. The outcome is always a bit upsetting».

Gianni Manzella, Il Manifesto

«Sotterraneo strengthen their cleverness, their ability to provoke embarrassment, by deconstructing with smiling ferocity, apparently on the edge of joke, our society based on representation. […] It looks like the apocalypse with a final laughter».

Massimo Marino, www.corrieredibologna.it

«In our opinion, the experiment carried out on the audience regarding the different forms of laughter, is one of the smartest examples of “civil” theatre we have seen in the last few years. […] While laughing. But there are many different types of laughter. As there are many ways to develop and foster a “civil” thinking».

Katia Ippaso, Gli altri

ITALIAN TEXT ONLY

«Teatro Sotterraneo possiede la disinvolta arguzia scenica e la matura intelligenza critica per trasformare la spensieratezza che accompagna la risata in inquietante amarezza: così, al termine dello spettacolo, i quattro performer fiorentini, gentili e amichevoli, ci inchiodano al muro, chiedendoci perentoriamente conto della nostra colpevole leggerezza».

Laura Bevione, Hystrio

 «Ecco uno spettacolo didattico che diverte, come voleva Brecht. Homo ridens[…] è un gioiellino. […] Si ride di gusto, il pudore muore subito. Calibrato sul “pubblico dell’era scientifica”, lo spettacolo non sfrutta l’empatia o l’immedesimazione, ma gioca con la razionalità, servendosi delle matematiche regole del comico, senza peraltro nasconderle: si continua a ridere. […] “Non c’è niente di più comico delle disgrazie”, voleva Beckett: Teatro Sotterraneo dà prova di crudele, spietata intelligenza. Lo conferma anche il neologismo creato ad arte per testare la “capacità risoria”. “Risorio” non esiste sul dizionario; potrebbe essere il contrario di “irrisorio”, e significare qualcosa di “rilevante, importante”? Basta il dubbio a generare senso.
I giovani artisti si guardano bene dal dare giudizi, preferendo la pensosa leggerezza: dopo 45 minuti di show, traggono una conclusione senza erigere una tesi (o, comunque, ben dissimulandola). E quello che con calcolata umiltà avevano definito “un test”, alla fine si rivela una lezione».

Camilla Tagliabue, Il fatto quotidiano

 

«Sotterraneo sta operando un’analisi di stampo sociologico, andando oltre il teatro ma senza smettere di considerare il teatro come filtro della relazione con la materia d’indagine. Questo fa di loro una compagnia di sicura qualità e attesta una volta di più le lodi unanimi, li promuove di diritto a interpreti coscienti e puntigliosi dell’epoca contemporanea. […] La loro indagine è sulla ricettività, sull’ipocrisia delle seconde scelte che si affrettano a diventare prime, per dichiarare a sé stessi la propria correttezza di reazione, sul riso macabro incosciente di sé, inarrestabile impulsività che delle conseguenze non si cura. Per fare questo l’uso della performance è preposto alla spiegazione ed è qui che si fa teatrale lo studio: è prima formale, stilistico, poi si fa notizia e formula. Quindi il percorso è un doppio giro: dalla scienza in teatro e ritorno. Sul filo continuo della credibilità, la dimostrazione dello scollamento fra chi ride e la materia reale che lo genera è lampante […]. Ma se lo spettacolo è l’analisi, di cosa ridiamo? Proprio di noi stessi, lì dentro riconosciuti, dello specchio ridicolo in cui vediamo deformati i lineamenti del viso, rendendoci ridicoli (ossia ciò che fa ridere) e ridenti della materia ridicolizzata. Ma dunque, nello specchio veri o presunti, ridicoli e ridenti, siamo sempre noi».

Simone Nebbia, www.teatroecritica.net

ITALIAN TEXT ONLY 

«L’intento è quello di un lavoro analitico al fine di comprendere i codici che regolano uno dei meccanismi più complessi della natura umana. Ma le risate ascoltate durante la performance, sono solo da attribuirsi ai test proposti o c’è anche un elemento intrinseco, dato dalla stessa capacità attoriale, performativa, istintuale dei protagonisti in scena? […] I sempre efficaci giovani si prodigano in funamboliche evoluzioni, gag, si sparano e muoiono a ripetizione, come una coazione a ripetere. Il riso scaturito dall’azione comica ripetuta all’infinito, stereotipata. Tentano il suicidio, lo istigano, con il finto gas esilarante, e poi ti dicono che non è niente vero. E’ tutto finto. “Voi ridete, ma noi facevano apposta”, come dire: vi abbiamo fatto ridere e voi sapevate che era finto ma avete voluto credere che sia reale, così fa ridere. Meta-comunicazione della risata. Riproducono la comicità surreale da cartoni animati dove lo sfigato di turno muore sempre e rinasce subito dopo. Stimolo irrisorio suscitato (anche) dalla violenza. Violenza sull’attore, violenza su uno spettatore. Si ride anche per non fuggire, si ride per paura. Il lavoro dei Sotterraneo […] è un serio e lungimirante approccio ad una ricerca di senso, di scoperta, da dove, eventualmente, indirizzare l’azione puramente teatrale».

Roberto Rinaldi, www.rumorscena.it

«Homo ridens dà subito l’impressione di voler mirare ad una sorta di cabaret scientifico da una parte, con dati, documenti e numeri, un test sul pubblico, dall’altra ha il retrogusto delle Comiche, di quelle che ti lasciano un po’ in sospeso, in balia della prossima ondata, o meglio il sapore che lascia, come lingua d’asfalto, potrebbe essere assimilabile ai Monty Python: profondità trattata con il naso rosso del clown. […] La ripetitività delle azioni, con la faccia senza reazioni e neutra dei quattro più uno, il tono netto e distaccato che li contraddistingue, schiaffeggiano il senso comune del meccanismo della risata, scandagliandola e dicendoci a chiare lettere “non c’è niente da ridere”».

Tommaso Chimenti, www.scanner.it

ITALIAN TEXT ONLY 

«Teatro Sotterraneo con il geniale e brillante Homo Ridens continua l’indagine – ovviamente performativa – intorno all’essere umano e ai suoi comportamenti. […] Teatro Sotterraneo parte da quel confine sottile che separa l’ilarità dalla tragedia, da quello stimolo che forse proprio per sopravvivenza porta a sorridere davanti a una foto di morte e di dolore. Mettendo sempre alla prova e sotto analisi il pubblico, i cinque componenti di Teatro Sotterraneo coinvolgono attivamente lo spettatore e lo sottopongono continuamente a risate intelligenti disorientandolo e facendolo interrogare sulla propria integrità morale, sul grado di cinismo di cui si è dotati o sull’eticità collettiva. Come si può ridere di fronte alla morte? Lo si può fare se la morte è una finzione: ed ecco che nella loro iperattività sul palco i quattro performer entrano ed escono continuamente da rappresentazione e realtà; ma la finzione rimanda pur sempre a qualcosa che esiste nel reale: per quale motivo qui si potrebbe essere scusati nel ridere di fronte all’orrore? Dove è lo scarto, che meccanismo scatta dentro l’uomo? Per sopravvivere e per continuare a vivere in questa società, il cinismo diventa uno scudo per proteggersi di fronte alle atrocità che ogni giorno ci circondano. Forse intorno a tutti gli studi sul ridere a spuntarla con la sua teoria poco scientifica ma necessariamente umana è stato proprio Nietzsche».

Carlotta Tringali, www.iltamburodikattrin.com

Video Content

Homo Ridens

GALLERY

ph. © Sara Bugoloni,Daniele Mantovani, Alessandro Sala

CIRCUITING

2018

Cooperativa Canonica – Triuggio
Luoghi dell’Adda – Lecco
Festival La Torre e La Luna – Ozzano dell’Emilia

2017

Teatro Comunale, Sala del Ridotto – Vicenza
Oratorio di San Filippo Neri – Bologna

2016

Ferrara OFF – Ferrara
Nuovo Cinema Teatro Italia – Soliera
Circolo Everest – Vimodrone
Teatro dei Dovizi – Bibbiena
Spazio bellARTE – Torino
Teatro Sudio – Rovigo
Spazio Farma – Mestre
InCircolo – Cittadella
Carichi Sospesi – Padova
Invasioni – Forte dei Marmi
Festival Tercera Setmana – Valencia
Asti Festival – Asti
Frinje Festival – Madrid

2015

Fitt Festival – Tarragona
Chiesa di S. Verdiana – Firenze
Teatro delle Sfide – Bientina

2014

Piccolo Teatro Patafisico – Palermo
PiM Off – Milano

2013

Teatro Studio – Scandicci
ACT Festival – Bilbao
BE festival – Birmingham
Terreni Creativi – Albenga
Teatro Minimax/Teatro Massimo – Cagliari

2012

Sala Polivalente – Vigonovo
Teatro al Parco – Parma
FTS/Villa Cuturi – Marina di Massa
BE festival – Birmingham
Festival Il Grande Fiume – Villanova sull’Arda
Informadifestival/La Conigliera – Castelminio di Resana
Amo la Mole – Ancona
Short Theatre – Roma

2011

Notte Bianca/Teatro della Pergola – Firenze (studio)
Festival Inequilibrio – Castiglioncello
Festival Santarcangelo 41 – Santarcangelo di Romagna
Festival drodesera – Dro
Festival Tra cielo e terra – Giano dell’Umbria
Festival Fast – Terni
Festival Contemporanea – Prato
FTS/Teatro dei Differenti – Barga
CRT Salone – Milano
I Macelli – Certaldo
Teatro Mattarello – Arzignano

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