ABOUT

Sotterraneo è un collettivo di ricerca teatrale fondato a Firenze nel 2004 attorno al progetto 11/10 in apnea, che risulta tra i quattro vincitori del Premio Scenario 2005. Negli anni successivi produce spettacoli che circuitano nelle più importanti piazze italiane e internazionali: Post-it (2007), La Cosa 1 (2008), il Dittico sulla specie composto da Dies irae _ 5 episodi intorno alla fine della specie (2009) e L’origine delle specie _ da Charles Darwin (2010), Homo ridens (2011), lo spettacolo di teatro infanzia La Repubblica dei bambini (2011), il Daimon Project composto da BE LEGEND! (2013) e BE NORMAL! (2013), lo spettacolo WAR NOW! (2014, in coregia col regista lettone Valters Sīlis nell’ambito del progetto europeo Shared Space), Il giro del mondo in 80 giorni (2015) e infine Overload (2016) toccano le principali città della penisola e approdano in Spagna, Germania, Francia, Inghilterra, Olanda, Svizzera, Russia, Bosnia Erzegovina, Cile.

Negli stessi anni Sotterraneo cura anche progetti di altro formato: corti teatrali, performance in site-specific, mise-en-espace per i festival Trend e Intercity, progetti su commissione. Nel 2012 il collettivo viene scelto dal prestigioso Rossini Opera Festival di Pesaro per dirigere Il signor Bruschino di Gioachino Rossini.

Sotterraneo si occupa anche di formazione teatrale, curando progetti laboratoriali per Comune di Firenze, Fondazione Toscana Spettacolo, Centrale Fies, Amat, Irigem, Fanny & Alexander, Laboratorio Nove, Università degli Studi di Firenze, Associazione Teatrale Pistoiese, Theatre of Europe.

Nel biennio 2008-2009 la compagnia è sostenuta dal progetto ETI “Nuove Creatività” ed è vincitrice del bando ‘Emergenze creative’ promosso dal Comune di Firenze. Dal 2008 a oggi riceve un contributo annuale dalla Regione Toscana, mentre dal 2015 viene riconosciuto e finanziato dal Comune di Firenze e dal Ministero dei Beni Culturali. Sempre nel 2015, vince il bando Funder 35 dedicato alle imprese di produzione che lavorano nell’ambito della cultura. Dal 2007 entra a far parte del progetto Fies Factory promosso da Centrale Fies, e dal 2013 è compagnia residente presso l’Associazione Teatrale Pistoiese. Tra il 2009 e 2016, Sotterraneo riceve alcuni tra i più importanti riconoscimenti teatrali a livello nazionale e internazionale: nel 2009 il Premio Lo Straniero e il Premio Ubu Speciale, nel 2010 il Premio Hystrio Castel dei Mondi, nel 2011 il Silver Laurel Wreath Award al MESS Festival di Sarajevo per Dies irae, nel 2012 l’Eolo Award come miglior novità per La Repubblica dei Bambini e l’ACT Festival Prize e il BE FESTIVAL 1st Prize per Homo ridens al BE festival di Birmingham, mentre nel 2016 vince il Best of Be Tour sempre al Be Festival di Birmingham.

RICONOSCIMENTI E PREMI

2005 > Sotterraneo entra nella Generazione Scenario 2005 col progetto 11/10 in apnea, che secondo le motivazioni della Giuria costruisce «un calibratissimo ritmo di racconto, di dialogo e di azione scenica, delineando in alcuni momenti dei credibili microdrammi, ma definendo, poi, più esplicite astrazioni di movimento con una notevole efficacia di segno».

2007/2010 > Sotterraneo entra nel progetto FIES FACTORY ONE con Teodora Castellucci, Francesca Grilli e Pathosformel: realtà emergenti del panorama della nuova scena contemporanea italiana in un percorso triennale di sostegno coproduttivo, residenziale, organizzativo da parte di Centrale Fies.

2008/09 > Sotterraneo è vincitore del bando ‘Nuove Creatività’ promosso da ETI – Ente Teatrale Italiano edel bando ‘Emergenze creative’ promosso dal Comune di Firenze.

2008/10 > Sotterraneo riceve il finanziamento annuale della Regione Toscana per giovani formazioni teatrali.

2009 > Sotterraneo vince il premio “Lo Straniero” per essere «uno degli esempi più chiari di una nuova vitalità del teatro italiano», un gruppo che «ha dimostrato di sapersi confrontare con le acquisizioni recenti di molte arti, con una propria originalità di visione, senza paraocchi ideologici ma dentro le contraddizioni e le preoccupazioni della loro generazione».

2009 > Sotterraneo vince il premio Ubu speciale per essere uno dei «gruppi guida […] dell’attuale cambio generazionale che resuscita in qualche modo gli storici fasti della scuola romana, dimostrando una capacità di rinnovare la scena, mettendo alla prova la tenuta del linguaggio e facendo emergere gli aspetti più inquieti e imbarazzati del nostro stare nel mondo attraverso l’uso intelligente di nuovi codici visuali e linguistici».

2010 > Sotterraneo vince il premio Hystrio-Castel dei Mondi, destinato a una giovane compagnia: «Nell’arco di soli sei anni Teatro Sotterraneo […] si rivela capace di rinnovare la scena grazie a un linguaggio in cui si intrecciano rigore formale e gusto dello sberleffo. Da Post-it a La Cosa 1, fino al dittico composto da Dies irae e L’origine delle specie, Teatro Sotterraneo ha indagato con caparbietà e leggerezza il tema della fine, sia del singolo che della società occidentale, avvicinando a problematiche complesse pubblici diversi per età e formazione grazie a una pratica scenica che riesce a coniugare profondità e accessibilità. Così il collettivo fiorentino […] non smette di interrogare il presente con spirito caustico, insinuandosi in formati pop per innescarvi inedite linee di fuga costantemente in bilico tra affresco epico e ritratto generazionale».

2011 > Sotterraneo vince il Silver Laurel Wreath Award per lo spettacolo Dies irae _ 5 episodi intorno alla fine della specie al MESS Festival di Sarajevo.

2012 > Sotterraneo vince l’Eolo Award come miglior novità per La Repubblica dei bambini.

2012 > Nello stesso anno vince l’ACT Festival Prize e il BE FESTIVAL 1st Prize al Be Festival di Birmingham per Homo ridens.

2016 > Sotterraneo vince il Best of Be Tour (che consiste in una tournée in Spagna e una in UK) al Be Festival di Birmingham per Overload.

RASSEGNA STAMPA

«Sotterraneo fa parte a pieno titolo del nuovo teatro italiano […]. Di cosa è fatto il linguaggio dei Sotterraneo? Non di emozioni, sistematicamente negate sul nascere, non di immagini, sacrificate a uno stile spietatamente spoglio, non di storie dotate di senso compiuto, la cui rappresentazione non viene neppure presa in considerazione: in effetti questo gruppo, fra i più emblematici dell’ultima generazione, punta quasi esclusivamente sulla pura energia psico-fisica, sull’esemplare rigore compositivo e su una comunicazione allusiva, ironicamente trasversale. Alla base c’è una personalità davvero molto forte: ci vuole una grande sicurezza di sé per rinunciare praticamente a tutto, sapendo che comunque l’attenzione dello spettatore non cadrà neanche per un attimo».

Renato Palazzi, www.delteatro.it

«Una rabbia nascosta, mimetizzata, capace però di segnare la pelle come una carezza che si trasforma attraversa gli spettacoli di Sotterraneo […]. Le loro creazioni […] sono schiaffi alla mediocrità dei tempi, di cui siamo tutti complici. Il ritmo sempre precisissimo si scioglie in una fruibilità altissima: sono questi i due fattori principali attraverso cui Sotterraneo restituisce il proprio sguardo sul quotidiano. Uno sguardo che, non prendendosi sul serio, obbliga il pubblico a fare il contrario. […] L’ironia deflagrante messa in atto dal Sotterraneo può essere letta come comicità pura. Cioè come quella comicità che è violenta perché ci restituisce la violenza del mondo […]. Così si ride moltissimo, oscillando tra un parlato corrosivo capace di frustrare tutte le aspettative e momenti di puro teatro fisico, ma tra gag e brandelli di scenette si fa strada un retrogusto amaro, e il ridere si fa storto e livido, e fa male. A pochi minuti dall’ingresso in teatro il disvelamento è ormai completo: si ride, ma ridendo ci si scopre e ci si riconosce. La bruttura del quotidiano […] sale alla superficie e inchioda lo spettatore alla realtà».

Lucia Oliva, Teatri del tempo presente

«Sono il gruppo del momento, inutile negarlo. […] Sotterraneo prosegue un’opera di decostruzione avviata diverse generazioni fa, dagli anni ’70 del secolo scorso, ma lo fa – ed è questa la sostanziale novità della generazione di cui la formazione fiorentina guida le fila – coniugando complessità e accessibilità fuori da facili contrapposizioni, ben sapendo che l’elemento aggregante, quello che può trasformare i singoli spettatori in una seppur temporanea comunità, è la (cattiva) coscienza della tacita connivenza con un sistema che antepone denaro e successo a qualunque altro valore. […] Sotterraneo ci restituisce una scena che non smette di interrogare il presente con caustica leggerezza, insinuanosi in formati pop per innescarvi linee di fuga che ne alterano le polarità e aprendo così il campo a inedite, rivelatorie combinazioni».

Andrea Nanni, Hystrio

«Essere spettatori di Teatro Sotterraneo è come essere colti in castagna, e non dalla presa scivolosa di un cabarettista che ci imita nella verità finta del suo esaltato studio televisivo, bensì dalla nozione vera di un patto teatrale senza belletti. […]

Il gruppo pone lo spettatore, attraverso un presunto coinvolgimento nell’azione drammaturgica, al suo posto passivo di spettatore del proprio stesso disastro. È proprio nell’accogliere il ridicolo del luogo comune che questo gruppo affronta in qualche termine, e pur con esiti diseguali, la spudoratezza e l’imbarazzo come terreno creativo».

Cristina Ventrucci, Lo Straniero

«Tra le compagnie citate questa è naturalmente la più imbevuta di televisione e la più sensibile anche alle possibilità narrative del web. Sotterraneo è tra le prime realtà in Italia che si è interrogata in modo originale sulle modalità interattive che si possono applicare al teatro. In particolare in ogni suo lavoro si è provato a coinvolgere lo spettatore tramite i “trucchi” della società dello spettacolo. Dai giochi a premi, alle telefonate, dagli sms da spedire in diretta ai selfie di gruppo, Teatro Sotterraneo ha tematizzato la diffusione di una nuova interazione tecnologica di massa, applicandola allo spettatore di teatro, con grande ironia e causticità. In particolare il serbatoio ludico mediale viene inserito in una riflessione critica sulle derive manipolatorie dei mezzi di comunicazione di massa, in special modo per quanto riguarda l’induzione delle emozioni (Lanteri, 2009).
La serialità subisce un processo analogo di assimilazione. Anch’essa viene tematizzata dal momento che Sotterraneo le associa un immaginario preciso, determinato principalmente da serie tv americane, di larga diffusione. Ma la serialità penetra anche dentro il linguaggio scenico, costituendone quasi una piccola regola interna. Costruiti da un ritmo frenetico di scene, gli spettacoli di Sotterraneo hanno continui rimandi interni e una sorta di consequenzialità da sit-com. Estremizzando si può dire che la serialità pe Teatro Sotterraneo è addirittura un modo di leggere la realtà in maniera orizzontale, di collegare e connettere oggetti e temi tra loro diversissimi».

Rodolfo Sacchettini, annalidibotanica.uniroma1.it

INTERVENTI SCRITTI

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